lunedì 27 dicembre 2010

Rapporti cane padrone

Quanto è bello il rapporto che intercorre solitamente tra cani e proprietari, se ne sentono e vedono di tutti i colori: questi sono per esempio alcuni dei commenti che sento fare quando si parla di cani ed educazione o addestramento: "Il al mio cane gliele suono, l'importante è alla fine insegnargli le cose, no?" Altri esempi un tantino più particolari? Eccovi presto serviti: Fido mi morde, io gli dico: Cattivo, guarda cos' hai fatto alla mamma, chiedi perdono! E lui viene e mi viene a leccare, quindi si è pentito! " " Il mio cane non mangia il formaggio, in effetti non mangia nemmeno i wurstel, a lui non piacciono, la carne, si, ma non ne va matto, ecco adesso mangia con piacere le scatolette di tonno". " Il mio cane, un giovane labrador di 6 mesi vive in un box di 5 mq, perchè non è abbastanza grande, sa se lo tengo libero scappa e poi non torna quando lo chiamo" Chissà perchè? Come vedete c'è di tutto di più, in queste poche righe, c'è un mondo abitato da tanti cani e proprietari. Dal tipo, "so tutto io", il cane va educato, dominato, bastonato, seviziato, maltrattato, rovinato e poi forse abbandonato e cambiato. come vedete finisce tutto in ato, al tipo" cane= bambino" secondo cui il cane va coccolato, vezzeggiato, viziato, rovinato e quindi ancora abbandonato e cambiato. Ancora tutto in ato. Perchè poi alla fine, qualunque tipo di proprietario sei, è probabile che se il tuo cane non ti soddisfa, finirai per sbarazzartene in un modo o nell'altro. Che bello il rapporto tra questi cani e i loro proprietari, il primo tipo, sfoga sul cane lo stress delle dure giornate di lavoro, delle angherie subite dai capo uffici, o magari ha lo spirito guerriero di un soldato e pensa di essere il generale di un piccolo esercito formato da due individui ( lui ed il suo cane) dove lui ordina ed il cane esegue come appunto un soldatino, costi quel che costi. Il secondo tipo, tratta il cane come fosse il suo bambino, lo vizia in ogni modo, gli consente di tutto, non riesce proprio a farsene una ragione che il cane non è un bambino, ragiona in un altro modo, si rapporta con lui in un altro modo. Frasi del tipo: "ma se mi ringhia, allora non mi vuole bene " sono pane quotidiano per chi come me , si occupa di cani nella sua professione. Il problema è che per quanto io mi sforzi, per spiegare come ragiona un cane, come si rapporta con i proprietari, etc. a volte mi sembra come se tentassi disperatamente di comunicare con un marziano, dal modo in cui questi proprietari mi guardano. Vi confesso che ho molto meno problemi a comunicare con i loro cani. Spesso dopo un solo colloquio, i due tipi di proprietari abbandonano, rinunciano a intraprendere la strada che li può condurre ad una serena coesistenza con il loro amico peloso, troppo difficile cambiare il loro modo di essere, di pensare, meglio provare a regalare il cane, e sostituirlo con un altro, come fosse un giocattolo difettoso, guasto.
E che dire di quelli che hanno già un cane, magari un meticcio, e ne adottano un altro, più bello, più consono alle loro aspettative, più di moda, e si sbarazzano di conseguenza del primo, perchè due cani non li possono tenere. Piango già il nuovo cane, che sarà presto sostituito da un altro più glamour. O quello che dice, "con i cani sono sfortunato, avevo 1 cucciolo ed è morto per questo, l'altro invece per quello, l'altro ancora per quell'altro", è vero sei sfortunato con i cani, ma i cani da parte loro non è che hanno avuto una botta di culo ad averti come proprietario, o no? Va bene, non divaghiamo. Per concludere il mio articolo, adesso dovrei dire, di ponderare bene l'adozione di un cane, di rivolgervi ad un professionista fin da subito, in modo da impostare un rapporto corretto con il cane fin dal primo giorno, di non fidarvi dei vari esperti di turno, che poi, tutto sono tranne esperti. Non è difficile impostare un buon rapporto con Fido, sono solo poche semplici regole adottate con un minimo di buon senso e coerenza. Ma forse alcuni di noi preferiscono tiranneggiare sui loro cani, in fin dei conti, come dice un vecchio detto popopare siciliano " cumannari e megliu ca futtiri" scusate la volgarità, ma rende bene l'idea, mentre altri preferiscono trattare Fido come il figlio che non hanno mai avuto, o che adesso è cresciuto , si è fatto una sua famiglia e se ne è andato. E' umano, dopotutto, peccato che a farne le conseguenze sono i poveri cani.
Antonio Sciarratta

mercoledì 22 dicembre 2010

La Rally Obedience in Sicilia



Vorrei parlarvi adesso di un nuovo sport cinofilo, davvero molto divertente e coinvolgente, adatto a tutti, e che può essere un modo un tantino meno noioso e più gratificante per fare una buona educazione di base. E’ uno sport, che come dice la parola stessa ha qualcosa dell’obedience, di cui ho già parlato in un articolo precedente, solo che questo è molto meno formale e quindi più adatto a tutto rispetto all’altro. In realtà, io penso che la rally obedience, possa essere un perfetto trait d’union tra l’educazione di base e l’obedience stesso, insomma un ottimo modo per iniziare a fare sport con il proprio cane, prima di lanciarsi, eventualmente nel più complesso mondo dell’obedience.

La rally obedience è uno sport aperto a tutti i cani, meticci compresi, è riconosciuto dal Coni, e prevede varie classi, a seconda delle difficoltà e dell’età del cane.

Abbiamo quindi, la classe junior, con campionati provinciali e regionali, aperta a tutti i cani di età compresa tra i 6 e i 12 mesi.

Segue la classe debuttanti, anche qui per i campionati provinciali e regionali, aperta a tutti i cani che abbiano compiuto almeno 12 mesi.

Quindi abbiamo la classe 1, valevole per tutti i campionati, vi possono accedere i cani che abbiano conseguito una qualifica di eccellente o 3 qualifiche di molto buono nella classe precedente.

La classe 2, vale anch’essa per tutti i campionati, e vi possono accedere tutti i cani che abbiano conseguito 2 qualifiche di eccellente o 3 podi nella classe precedente.

In tutte queste classi, tutto il percorso viene eseguito con il cane al guinzaglio.

La classe 3, prevede invece la condotta senza guinzaglio, ed è necessario per accedervi aver conseguito 3 eccellenti o 3 podi nella classe precedente.

La classe campioni infine, è riservata ai Campioni Italiani, che si disputano il titolo di Campione dell’anno.

Oltre a queste classi, ve ne sono altre 2, la classe open e la classe elite, che vengono istituite ogni 2 anni in occasione dei Giochi Olimpici del Cane.

Il percorso, delimitato da un certo numero di cartelli che indicano quale esercizio viene richiesto, è stabilito dal giudice di volta in volta, e prevede tra l’altro un tempo massimo di percorrenza calcolato sul tempo medio dei concorrenti della stessa classe + 30 secondi.

Terminare il percorso oltre questo tempo, fa incorrere il binomio cane – conduttore nella squalifica.

La differenza sostanziala rispetto all’obedience, è intanto la possibilità di incoraggiare il cane durante il percorso, il poterlo guardare in condotta, l’obbligo di rinforzarlo ad ogni cartello che prevede una sosta. L’obedience, invece, prevede un condotta molto più formale, con lo sguardo del conduttore rivolto in avanti, senza la possibilità di incoraggiare in cane, tutte cose che costano punti di penalizzazione che vengono inesorabilmente pagati in termini di punteggio. Inoltre dal momento in cui il cane ed il conduttore entrano in un ring di obedience, e fino alla fine della prova, in media una ventina di minuti circa, il cane non può mai essere rinforzato se non con un rinforzo di tipo sociale, come il bravo, pronunciato con una certa enfasi, che se tra cane e conduttore è stata instaurato un corretto rapporto di leadersheep, serve molto bene allo scopo.

La Rally obedienceì, vanta oggi pochi proseliti in Sicilia, anche se associazioni cinofilo sportive dilettantistiche come la Dog Obedience Society di Barcellona ( di cui due esponenti hanno partecipato alle recenti dog olimpici games di Lignano Sabbiadoro, classificandosi rispettivamente 2° e 6° nella classifica finale) e alcuni centri cinofili come il Centro Cinofilo Villa Adriana di Agrigento, stanno impegnandosi attivamente per la promozione di questo interessantissimo sport cinofilo anche dalle nostre parti.

Come sempre la strada per portare in Sicilia attività cinofilo sportive diverse dall’utilità e difesa è dura ed impervia, ma con l’impegno, la perseveranza e tanta passione si riesce pian piano a portare avanti una nuova cinofilia sportiva, come testimoniato di sempre più numerosi proprietari che frequentano quotidianamente i corsi di aglity , obedience ed in prossimo futuro, perché no, rally obedience.

Antonio Sciarratta

giovedì 2 dicembre 2010

i 4 step dell'apprendimento

In questo articolo vorrei parlare un po’ di addestramento ed in particolare di apprendimento.

E’ utile pensare all’apprendimento come una sequenza di quattro passi.

  • Acquisizione;
  • Fluidità;
  • Generalizzazione;
  • Mantenimento;

E’ chiaro a tutti che l’acquisizione è la prima fase di apprendimento, dove Fido acquisisce un nuovo comportamento. Se vogliamo insegnare al nostro cane ad eseguire il “seduto” , il cane dovrà imparare a muoversi in un certo modo, mettere a terra il proprio posteriore , per guadagnarsi il suo rinforzo.

Il secondo passo, la fluidità, è la fase dove Fido impara ad essere fluido con il nuovo comportamento acquisito. In questa fase il cane acquisisce ritmo ed automatismo. In questa fase, potremmo per esempio, chiedere al cane delle risposte più veloci e più precise per guadagnarsi il rinforzo.

Il terzo passo, è la cosiddetta generalizzazione. I cani sono molto bravi a discriminare, ma conseguentemente altrettanto meno bravi a generalizzare. Questo ci porta al fatto che se noi insegniamo ai nostri cani sempre nello stesso posto, per esempio in cucina, essi saranno molto bravi ad eseguire le risposte richieste in quell’ambiente, ma saranno fatalmente impreparati a fare altrettanto una volta fuori, in un nuovo ambiente.

E’ invece importante, che Fido impari che quello che vale nella nostra cucina, vale anche davanti al bar sotto casa, nello studio veterinario, in presenza di persone, di altri cani, di animali di specie diversa. In sintesi, il cane deve imparare ad eseguire le risposte apprese in diverse circostanze e situazioni. Per ottenere questo, Fido deve essere gradualmente portato dalla nostra cucina ( un ambiente tranquillo e privo di distrazioni) all’expo canina, ambiente caotico, ricco di stimoli visivi ed olfattivi. La generalizzazione è una fase dell’apprendimento raramente automatica che ha bisogno una particolare attenzione.

Il quarto passo, il mantenimento, è una fase in cui Fido incorpora questo comportamento appreso nel suo repertorio comportamentale. Questo significa, che tornando al “ seduto”, Fido deve sempre eseguire un comportamento veloce e preciso.

Come conduttori, abbiamo bisogno di assicurarci che il comportamento sia mantenuto ad un ottimo livello. Per alcuni cani, questo potrebbe richiedere qualche sessione di addestramento occasionale, per altri molte ripetizioni dei passi precedenti, per mantenere, velocità, generalizzazione e precisione.

Ho voluto soffermarmi un po’ di più su questo, per far comprendere ai proprietari di cani, quanto è difficile e complesso insegnare al cane a rispondere ad un determinato segnale, sempre, comunque, e con la stessa velocità e precisione. Quanto lavoro c’è dietro semplici comportamenti come il “ seduto” o il “ terra” se davvero vogliamo che il nostro amico a 4 zampe li esegua con una certa affidabilità e precisione.

Insegnare non è mai facile, bisogna avere pazienza, non farsi prendere dalla frenesia di correre mossi dall’entusiasmo se le cose sembrano andare bene, né scoraggiarsi e abbandonare se le cose sembrano non andare per il verso giusto. Ogni individuo è diverso dall’altro, e questo vale anche per i cani ( anche della stessa razza) e non sempre quello che va bene per uno andrà bene anche per un altro.

Antonio Sciarratta