venerdì 19 febbraio 2010

La prima volta di Baloo e Brendy


Vorrei oggi raccontarvi le vicissitudini amorose vissute da Baloo, la scorsa domenica. Dopo accordi telefonici intercorsi con la signora Mirante, proprietaria di una splendida cagnetta Border Collie residente in quel di Catania, è stato fissato finalmente un appuntamento per far incontrare i due piccioncini ( Ballo, e Brandy) e farli convolare al più presto, a giuste nozze. La signora, incurante di condizioni atmosfere al limite del diluvio universale, la domenica mattino presto, si mette in auto e accompagnata da altrettanto impavidi familiari si dirige imperterrita verso Agrigento, in mezzo alla bufera . Nonostante tutte le avversità, al contrario di quel che diceva Alessandro Manzoni, nei promessi sposi, questo matrimonio s'ha da fare!!
Ma il bello deve ancora venire, perchè, frustrando le legittime aspirazioni dei due innamorati, era già stato deciso, tra l'altro, di effettuare l'inseminazione artificiale, per cui, il povero Baloo, nonostante avesse tra le zampe una bella cagnetta, per di più abbastanza disponibile, si è dovuto accontentare di molto meno, mentre per la povera Brendy, è andata anche peggio, in quanto alla fine, la cosa più che un piacere, è stata noiosa ed alquanto fastidiosa.
Alla fine i due sposini, ci guardavano un tantino delusi, era la loro prima volta, e come spesso succede, non è stata sta gran cosa. Brandy sognava una domenica romantica da passare appassionatamente insieme al suo Baloo, quest'ultimo, come tutti i maschietti della sua età, pensava già alla cagnetta della villa accanto, che gli fa tanto gli occhi dolci, ma da questa domenica si sarebbe aspettato certamente qualcosa di più. E il colmo della sfiga, è che magari, Brendy rimane pure in cinta, diventare padre a 18 mesi, Baloo non si sente proprio maturo per queste responsabilità, per non parlare della povera Brendy che ha aspettato due anni, sognando il principe azzurro, e si è ritrovata a far l'amore con una siringa.
Povera Brendy, quante illusioni, quanti sogni spezzati, e povero Baloo, ma non erano meglio i sani rapporti di una volta? Qualcuno dirà: " è il progresso", rapporti programmati e sicuri, con una altissima percentuale di riuscita", ma andatelo a raccontare ai due protagonisti di questo post.

lunedì 8 febbraio 2010

Lois

Da una settimana è nostra ( mia e dei miei cani) gradita ospite una simpatica canaglia di razza Schnauzer media e di nome Lois. E' proprio vero che al contrario di quanto molti (chissà poi perchè) pensano, i cani sono animali sociali, capaci di convivere tranquillamente e di accogliere ogni nuovo arrivato, con la cortesia con cui va accolto ogni ospite. A casa nostra, l'ospitalità è sacra, e i miei amici a 4 zampe ne sono ben consapevoli. Devo dire che Lois, con la sua enorme giocosità, con la sua testardaggine, termine che evidentemente, non sempre ha il significato negativo che gli suol dare, con la sua inarrestabile energia, ha conquistato tutti ( cani e padrone) in men che non si dica. Vederla giocare con la mia cagna più anziana, Kira, una pastore tedesca, di ben 11 anni, che solitamente non ha voglia di giocare con nessuno, è un vero spettacolo, una gioia per i miei occhi. Per non parlare degli irrefrenabili giochi con i miei border collie o con l'altra peste, la mia piccola labrador, Nora. E anche a livello addestrativo, Lois si difende più che bene, dimostrando una viva intelligenza ed una buona capacità nel comprendere il gioco del clicker training. Lois è qui da poco tempo, una settimana in effetti, ed esegue con buona affidabilità il seduto, il siedi resta, il resta in piedi, ha compreso ben presto come funzionano le cose qui, che deve lavorare ( eseguire un segnale) nel suo caso i pochi che conosce, per guadagnarsi da vivere. Così, Lois, esegue prontamente i miei segnali, ogni volta che deve ricevere la sua ciotola con il cibo, ogni volta che deve entrare nel suo posto preferito: il campo di addestramento, dove si gioca e si gustano dei prelibati bocconcini, ogni volta che deve uscire dal trasportino. E c'è di più, Lois ha imparato a non entrare nei posti in cui non le è consentito, a rimanere fuori dalla porta in cambio di un biscottino al mio ritorno. Tutto questo in una sola settimana, anche se ho riscontrato con grande piacere, che i suoi proprietari, avevano certamente fatto un buon lavoro, nella sua educazione, facilitando il mio ed il suo compito. Lois è tra l'altro un bellissimo soggetto della sua razza, che ha già gareggiato in varie esposizioni di bellezza, conquistando sempre degli ottimi risultati. Un ulteriore plauso, va quindi al suo allevatore, che ha dimostrato con il suo lavoro, quello che io vado affermando da tempo, ovvero che è di gran lunga preferibile acquistare un soggetto proveniente da allevamenti che selezionano bellezza e carattere ( e non tutti lo fanno) anche spendendo di più, che acquistare un cucciolo da un privato o peggio ancora da un negozio di animali. Lois starà qui con noi ancora un paio di settimane, settimane che voleranno, così come è volata la prima, dopo di che tornerà a casa per la sua gioia e per quella dei suoi affezzionati padroni, noi, da parte nostra la saluteremo con orgoglio, per aver contribuito alla sua educazione, e con un pizzico di nostalgia, ci mancherà!!

sabato 6 febbraio 2010

Il cucciolo, guida ad una serena convivenza con Fido. Leggi l'introduzione

Ho sempre amato i cani, fin da bambino, e devo dire che non ricordo periodi della mia vita in cui non ho avuto un cane. Mi ricordo il primo, Bobby, un meticcione tutto bianco che adorava stare fuori di casa e dare la caccia a tutte le cagnette della zona. Ricordo ancora, come fosse oggi, il giorno in cui tornò a casa, cieco da un occhio, vittima di un vicino che non gradiva che Bobby continuasse ad entrare in casa sua per insidiare la castità della sua giovane cagna. Ho un ricordo preciso di ognuno dei miei cani, ricordo Dick, un bel barboncino nero, che tornò a casa dopo un mese d'assenza, quando ormai tutti in famiglia disperavamo di poterlo mai più rivedere. Potrei raccontare un aneddoto di tutti i miei amici a quattro zampe, ma mi limito a parlare genericamente di tanti pastori tedeschi, di alcuni dobermann, di tanti mastini napoletani, di boxer, volpini, ed un numero imprecisato di meticci. Oggi convivo con una coppia di splendidi border collie e con tre magnifici pastori tedeschi, i miei amici più cari.
Devo confessarvi, con una certa riluttanza, che il giorno in cui decisi di frequentare un corso per diventare istruttore, ero fermamente convinto di sapere praticamente tutto sui cani, invece, con mio grande stupore, dopo una sola lezione mi sono reso conto di non sapere nulla.
Questo libro, parte da questo presupposto, vuole essere un contributo, mi auguro valido, per tutti coloro che credono di sapere tutto di cani, ma anche per chi, invece, è cosciente di sapere poco e desidera saperne di più.
Vivo in una splendida terra, la Sicilia, così ricca d'arte e di bellezze naturali, ma così povera di cultura cinofila. Vivo in una terra, dove il cane viene ancora addestrato quasi per la totalità, con metodi coercitivi, dove tanta gente tiene il cane a catena, dove tante persone fanno vivere il loro cane recluso in casa per tutta la vita, condannato all’ergastolo senza aver commesso alcun delitto.
Ma la cosa buffa, è che poi queste stesse persone si lamentano, perché il cane non li ascolta, lamentano che Fido è maleducato “Non torna quando lo chiamiamo, tira al guinzaglio, salta addosso per i saluti, distrugge le piante, scava in giardino”.
Queste persone, non si rendono conto, che l’educazione del cane è una loro responsabilità, che se il cane è maleducato, è perché chi era deputato ad educarlo, non l’ha fatto. La loro soluzione al problema, è di solito, disfarsi del cane, regalarlo a qualcuno di buona volontà, e prenderne un altro, che cambieranno a sua volta, quando anche questo non li soddisferà.
Questo libro è dedicato anche a loro, nella speranza che comprendano dove sta l’errore, e possano cambiare il modo di pensare la vita dei loro cani, o in alternativa, che rinuncino ad allevarne uno, dopo tutto nessuno li obbliga a farlo.
L’ultima dedica, è per tutti coloro, che si improvvisano addestratori, per gli istruttori a tempo perso, per quelli che sono convinti che un cane da lavoro non va socializzato, che non si possa insegnare ad un cane una perfetta condotta al piede senza usare un collare a strangolo, per coloro che scelgono di addestrare Fido punendo sistematicamente ogni errore. Mi auguro che questo libro susciti almeno la loro curiosità, che li spinga a provare metodi diversi, più rispettosi della dignità degli animali.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura, ed un rapporto sempre migliore con il vostro cane.

Antonio Sciarratta